Ci sono storie che non fanno rumore. Storie che non si trovano nei libri, ma sono nascoste in una scatola di cartone, in un album consumato, in una fotografia che qualcuno ha scattato senza immaginare che un giorno sarebbe diventata un documento testimone di un’epoca.
L’Archivio fotografico InAlto nasce per questo: per dare voce a quelle storie. Per raccogliere le immagini delle montagne del Cuneese fino alla metà degli anni ’70 e trasformarle in un patrimonio condiviso, vivo, accessibile a tutti.
Sono fotografie semplici, familiari, a volte ingenue. E proprio per questo potentissime.
Raccontano di storie di alpinismo, di amici e famiglie che salgono i sentieri con zaini leggeri e sorrisi enormi, ghiacciai che oggi non esistono più, paesi che cambiavano con le stagioni, comunità che vivevano la montagna con rispetto, fatica, gioia. Raccontano anche un modo di stare insieme che oggi rischiamo di dimenticare.
Ogni immagine porta con sé ciò che il tempo ha lasciato: un luogo annotato sul retro, una data sbiadita, un nome incerto, un dettaglio che resiste. A volte, invece, non porta nulla. Solo un volto che ci guarda e chiede di essere riconosciuto.
InAlto non è una raccolta di reperti. È un luogo di incontro tra generazioni.
È un progetto che invita i giovani a guardare la montagna con occhi nuovi, attraverso lo sguardo di chi l’ha vissuta prima di loro. E invita gli adulti a ritrovare, in quelle immagini, un pezzo della propria storia, della propria identità, del proprio territorio.
Ogni fotografia che entra a far parte dell’Archivio diventa un tassello di un grande racconto collettivo. Un racconto che non appartiene più a chi l’ha scattata, ma a tutti noi.
Guardare queste immagini significa comprendere come siamo cambiati. Come è cambiato il nostro rapporto con la montagna, con il tempo, con la comunità.
Significa riflettere sul presente e immaginare il futuro con maggiore consapevolezza. Perché la montagna è luogo di formazione.
InAlto è un archivio aperto, in crescita continua. Chiunque può contribuire, chiunque può
partecipare, chiunque può trovare un pezzo di sé in queste fotografie.
È un progetto che unisce, che crea legami, che restituisce valore alle storie piccole, quotidiane, autentiche. Storie che meritano di essere custodite e tramandate.
È un invito a salire insieme, perché la memoria di cosa è stata la montagna non è un ricordo fermo: è un cammino in cui ognuno può giocare la sua parte.
E oggi, con InAlto, quel cammino continua.
L’Archivio InAlto nasce grazie alle donazioni di persone e famiglie, che hanno scelto di condividere le proprie fotografie di montagna risalenti fino alla metà degli anni ’70. Ogni donazione viene raccolta e organizzata in un fondo fotografico, un insieme coerente che conserva tutti gli scatti appartenuti a una singola persona o a un nucleo familiare. Il fondo diventa così il racconto visivo di un autore, di una storia, di uno sguardo sulla montagna.
Ogni scatto è accompagnato, quando disponibile, da informazioni preziose:
– luogo della ripresa
– dati o periodo
– persone ritratte
– materiale fotografico (stampa, negativo, diapositiva, cartolina)
– eventuali note fornite dalla famiglia.
Questi dati permettono di contestualizzare le immagini e di ricostruire, passo dopo passo, una storia che comprende le piccole e grandi avventure di chi le montagne le ha frequentate per svago e spirito di avventura e di quanti nelle valli hanno trascorso la loro esistenza.
Un comitato tecnico si occupa di raccogliere, catalogare e digitalizzare le fotografie, garantendo che ogni immagine venga archiviata correttamente e resa accessibile sul sito.
Se hai delle foto da portare in archivio, scrivi a info@caicuneo.it o chiamaci al 0171 67998.
Comitato tecnico:
Paolo Salsotto
Greta Morandi
Daniele Cavedal
Nanni Villani
Gianluca Bottini
Fabio Gianotti