InAlto nasce con un obiettivo preciso: costruire, conservare e tramandare la memoria collettiva delle montagne del Cuneese attraverso le fotografie familiari. Un patrimonio fragile, spesso disperso in album privati o in scatole dimenticate, che oggi diventa bene comune grazie alla volontà condivisa di preservare la storia del territorio.
Nell’intitolazione dell’Archivio il richiamo è alle montagne “dei cuneesi” e non “cuneesi”, perché se è vero che la stragrande maggioranza degli scatti sono dedicati a cime e valli della Granda, compaiono anche immagini di altre zone montuose, in particolare delle Alpi francesi, a dimostrazione che il forte attaccamento alle montagne di casa non ha soffocato il desiderio degli alpinisti locali di confrontarsi con nuovi orizzonti.
Il progetto raccoglie oltre mezzo secolo di immagini analogiche, stampe, negativi, diapositive, cartoline che documentano le stagioni, le trasformazioni del paesaggio e il rapporto profondo tra le persone e la montagna.
Fotografie ricche di autenticità: testimonianze dirette di una “storiografia inconsapevole” che restituisce la verità di un mondo ormai lontano.
I materiali dell’archivio sono organizzati in fondi personali e famigliari e in categorie tematiche, offrendo un sistema di consultazione accessibile e capace di valorizzare la ricchezza delle microstorie che compongono il mosaico collettivo.
L’obiettivo è duplice:
Realizzato in occasione delle celebrazioni dei 150 anni del CAI, l’Archivio InAlto raccoglie le fotografie di montagna della provincia di Cuneo fino al 1974: cime e valli, escursioni, arrampicate, sci, rifugi, borgate, vita e lavori nelle comunità alpine, etc.