Scotta Giorgio

Ciò che traspare dalle tante fotografie, è una profonda passione per la montagna intesa non solo come fatica, superamento delle difficoltà, sfida, ma anche come luogo che ispira sensazioni di immensità e di infinito.

Nato a Savigliano si trasferisce con la famiglia a Cuneo iniziando a frequentare la montagna in giovane età. Le prime foto scattate nelle Alpi Marittime risalgono al 1936 e lo ritraggono in compagnia di un gruppetto di amici, talvolta del fratello Luigi, sulle cime più note delle Valli Gesso, Stura e Vermenagna, Monviso, Testa Malinvern, Becco Alto d’Ischiator, Piz, Tenibres, Matto, Argentera, Baus, Nasta, Maledia, Rocca dell’Abisso, Frisson, Clapier,… Pur non avendo mai affrontato vie alpinistiche impegnative, mostra doti di resistenza fisica notevoli per la lunghezza delle ascensioni che in quei tempi prendevano inizio dal fondovalle, senza avvicinamento automobilistico come avviene ora. Nel 1945 aderisce alla Sezione di Cuneo del CAI. A partire da questo periodo inizia a partecipare alle gite sociali; le sue fotografie 

ritraggono molto spesso gruppi numerosi in posa sulle cime conquistate o durante momenti conviviali nei rifugi del tempo. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la partecipazione femminile nelle gite sociali era ben presente e l’abbigliamento delle signore impegnate nelle ascensioni decisamente vario e sicuramente trasgressivo tenuto conto dell’epoca, dai pantaloni alla zuava, comunemente usati dalla componente maschile, alle gonnelline e ai pantaloncini corti! Osservando le fotografie è evidente quanto fossero radicati nei partecipanti alla vita sociale del CAI i sentimenti di solidarietà, amicizia e cameratismo; non solo vette e pareti sono immortalati, l’occhio del fotografo si rivolge anche a ritrarre momenti di pausa, atteggiamenti scherzosi e situazioni divertenti.

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